STANLEY KUBRICK

Il regista Stanley Kubrick è scomparso nel 1999 alla fine della lavorazione di Eyes Wide Shut. Gli articoli e i libri pubblicati dopo la sua morte hanno perpetuato l’immagine di un regista geniale, dispotico, così ossessionato dal suo lavoro da alienarsi dal mondo. Ma chi era il vero Stanley Kubrick? Emilio D’Alessandro ha vissuto con lui per trent’anni, ogni giorno, fino alla sua morte. Stanley Kubrick e Me è il primo libro a raccontare la vita dell’uomo e del regista attraverso gli occhi di chi lo conosceva davvero.

 

LA BIOGRAFIA DI EMILIO D’ALESSANDRO

Nel 1960 a 18 anni Emilio D’Alessandro va in cerca di fortuna in Inghilterra. A Londra diventa pilota automobilistico e debutta in Formula Ford gareggiando contro Emerson Fittipaldi e James Hunt. Alle soglie della Formula 1, la crisi economica lo costringe ad abbandonare il mondo delle corse. Trovato un nuovo lavoro come autista privato, Emilio accompagna registi e attori del cinema britannico fino a quando alla fine del 1970 viene convocato a casa di un certo Mr. Kubrick che lo assume in esclusiva.

Elemento indispensabile delle complicate produzioni, Emilio raccoglie pensieri, timori e gioie di tutti i collaboratori di Kubrick come nel classico stereotipo del tassista confidente: l’intraprendenza di Ryan O’Neal, la spavalderia di Jack Nicholson, le crisi di Shelley Duvall messa a dura prova dagli infiniti ciak di Shining, la dedizione di Tom Cruise e Nicole Kidman al progetto Eyes Wide Shut. Emilio diventa anche un aiuto prezioso per l’organizzazione di Childwickbury, l’enorme maniero in cui il regista vive e lavora, e infine l’unico responsabile della gestione degli uffici privati.

Leale, discreto e trasparente, Emilio si guadagna la fiducia di Kubrick, diventandone via via il segretario, il tuttofare, il confidente, l’amico più fidato.

 

IL LIBRO

Stanley Kubrick e Me racconta la vita di Emilio D’Alessandro in prima persona, sfruttando il suo punto di vista come chiave di accesso sia agli eventi rocamboleschi dei primi anni a Londra che alla graduale conoscenza di Kubrick. Il lettore, anche se solo vagamente informato sul regista, si trova immerso d’improvviso nella frenesia delle produzioni cinematografiche, meravigliato come Emilio dalla costruzione degli imponenti set e sempre più affascinato dall’assoluta dedizione di Kubrick all’arte cinematografica.

Proprio il carattere totalmente alieno di Emilio dal mondo del cinema permette al lettore di conoscere gli attori, i tecnici e soprattutto Kubrick da una prospettiva sincera, disincantata e ironica.

Il punto di vista di Emilio è tanto intimo quanto ubiquo. Chiunque abbia lavorato con Kubrick lo ha conosciuto: Emilio compare negli articoli degli sceneggiatori di A.I. Brian Aldiss e Sara Maitland, è affettuosamente ricordato in Full Metal Jacket Diary di Matthew Modine e gioca un importante ruolo in Plumbing Stanley Kubrick di Ian Watson. Lo sceneggiatore di Full Metal Jacket Michael Herr ha colto sagacemente la verità dietro questa storia: “che l’avessi realizzato o meno [Emilio] stava per diventare il mio nuovo grande amico.” Ora, per la prima volta, lo stesso accesso esclusivo ai segreti e ai misteri di Stanley Kubrick è a disposizione di ogni lettore.

Al contempo biografia di una vita straordinaria e omaggio al regista, Stanley Kubrick e Me resta volutamente un ibrido, in cui gli aspetti produttivi dei film si mischiano a quelli personali e gli eventi della vita di Emilio si legano a quelli di Stanley, per un libro su Kubrick che prende a volte il ritmo di un romanzo.